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Aikido

introduzione

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Non intendo fare un trattato sull’Aikido, a questo proposito ho inserito links dove si possono cercare informazioni molto dettagliate sull’argomento.
Voglio solo raccontare come ho iniziato e come è stato il percorso che mi ha portato, dopo 30 anni, ad essere ancora sul “tatami” (per i non addetti: materassino di allenamento).

Tutto inizia a Roma, Gennaio 1976, quattordicenne al primo anno di Scuola Superiore. L’insegnante di Educazione Fisica delle scuole medie mi aveva suggerito calorosamente di cercare di arrivare alla fine delle Scuole Superiori pronto per poter accedere all’ISEF perché molto dotato.
Avevo per mesi chiesto ai miei genitori di aiutarmi a cercare una palestra di ginnastica artistica, ed al tempo non se ne trovavano vicino a dove abitavo. Un giorno mio fratello maggiore Piergiorgio mi dice che aveva sentito parlare molto bene dell’Aikido e che credeva fosse molto adatto a me. Il mio primo commento è stato di disgusto….

Non conoscevo nulla dell’Aikido, come molti al tempo, e mi immaginavo uno di quei posti dove si accalcano aspiranti Bruce Lee. Ma non ho potuto dire di no alla sua preghiera di andare con lui a vedere una lezione. La locazione della Scuola Centrale di Roma in via Eleniana 2, era certamente il posto in assoluto più adatto per un Dojo. Per chi non ha avuto l’occasione di praticare in quel Dojo o di visitarlo vi basti pensare che si trovava al centro storico di Roma ma quasi completamente isolato acusticamente dal traffico cittadino e circondato dalle mura Aureliane, con un tatami di 300mq. Un edificio un po’ sgarrupato ma con un certo fascino.

Il ricordo più nitido che ho di quel giorno e’ l’incontro sulla porta del Dojo con l’insegnante, il Maestro Hosokawa, che alla domanda di mio fratello “Ma l’Aikido va bene per un ragazzo di 14 anni?” rispondeva con un sorriso di settanta denti “sci sci”. E fu cosi che iniziò l’avventura.

Ancora oggi quando mi capita di sentire l’odore di un nuovo keikogi, per capirci di quelli ancora gialli, la memoria torna come un lampo a quel periodo. Iniziai a praticare con assiduità come capita spesso a molti, quasi come se fosse una dipendenza. Ricordo che se per motivi di studio non potevo andare sentivo di aver perso un occasione.

La grande opportunità che ho avuto alla Scuola Centrale è stata quella di conoscere tante persone, tra cui anche mia moglie Velia, in genere più grandi di me. Questo poi è continuato anche durante i seminari nelle altre città e successivamente in giro per il mondo come insegnante. Purtroppo attualmente quando giro trovo sempre meno persone più grandi di me…… chissà perché?

A parte gli scherzi, il grande merito dell’Aikido è quello, a mio avviso, di rendere “vicini” le persone. Su questo punto forse mia moglie non è molto d’accordo visto che sono molto spesso in giro per il mondo, ma è molto comprensiva e paziente.